All'interno dell'Associazione si è costituito una sorta di "gruppo stabile" degli Amici della Contrada, che si adopera per dar vita alle manifestazioni che vengono organizzate per gli associati e, in particolare, alla rassegna di Teatro a Leggìo.

PAOLO QUAZZOLO
Nato a Trieste, si è laureato in Storia del Teatro presso l'Università della sua città dove ha in seguito conseguito il titolo di dottore di ricerca in Italianistica. È ricercatore presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trieste, dove tiene la cattedra di Drammaturgia e di Organizzazione ed Economia dello spettacolo.
Si è occupato di storia del teatro e della cultura triestini, pubblicando alcune monografie dedicate ai quarant'anni di attività del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, ai vent'anni di attività del Teatro Stabile La Contrada e ai cinquant'anni di attività del Circolo della Cultura e delle Arti.
Ha inoltre pubblicato; Aldo De Benedetti e il teatro brillante del Novecento (1997), Il teatro della poesia. Francesco Macedonio, regie e spettacoli (1998), Delitti in palcoscenico. La commedia poliziesca italiana dal 1927 al 1954 (2000), Il Teatro. Guida alla lettura dell'arte teatrale (2002). È in fase di pubblicazione l'edizione critica de Il teatro alla moda, un testo satirico del 1720 di Benedetto Marcello. Cura la pubblicazione, per il Teatro Stabile La Contrada, dei programmi di sala degli spettacoli di produzione.
Ha tenuto conferenze in Italia e all'estero e in particolare è stato invitato nel 1997 all'Università di San Paolo del Brasile e presso gli Istituti italiani di cultura di Buenos Aires e Montevideo.
È responsabile dell'Ufficio relazioni culturali del Teatro Stabile la Contrada, nonché fondatore direttore dell'Associazione culturale Amici della Contrada.
In ambito teatrale ha curato la regia di alcuni spettacoli tra i quali, assieme a Giorgio Pressburger, Il pipistrello di Strauss presso il Teatro Nuovo di Spoleto.

FRANCESCO MACEDONIO

Regista e autore teatrale, Francesco Macedonio è nato a Idria - una località non lontana da Gorizia - da una famiglia di musicisti. Dopo essersi istruito in vari collegi della zona, è diventato insegnante elementare. L’interesse per il teatro nasce assai presto, anche attraverso gli spettacoli cinematografici e teatrali che egli, ancora ragazzino, ha occasione di vedere a Gorizia.
Dopo la fine della guerra, Macedonio fonda a Gorizia una compagnia teatrale per la quale svolge le mansioni di regista. La grande svolta giunge però nel 1967, quando il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia gli chiede di mettere in scena un testo di Vittorio Franceschi, Gorizia 1916, interpretato dallo stesso Franceschi.
Da allora Macedonio diviene il regista stabile del Teatro del Friuli-Venezia Giulia, dirigendo la famosa compagnia dei “dodici”, gli attori che per numerosi anni costituirono il gruppo di riferimento fisso per gli allestimenti di produzione. Fra gli spettacoli allestiti per lo Stabile, Sior Todero brontolon con Corrado Gaipa, Il mio Carso, Avvenimento nella città di Goga con Gabriele Lavia, Casa di bambola, L’idealista con Corrado Pani, Vecchio mondo con Lina Volonghi, I rusteghi, oltre alla fortunatissima trilogia in dialetto triestino di Carpinteri e Faraguna Le Maldobrie, Noi delle vecchie province e L’Austria era un paese ordinato: uno dei successi più grandi nella storia teatrale triestina recente.
Nel 1976, assieme agli attori Orazio Bobbio, Ariella Reggio e Lidia Braico, Macedonio fonda il Teatro Popolare La Contrada, del quale è direttore artistico. In tale veste ha messo in scena parecchie decine di spettacoli, spaziando dal teatro in dialetto triestino a quello in lingua italiana, dal repertorio brillante a quello drammatico, sino a numerosi allestimenti per il teatro ragazzi. Ha inoltre curato la messa in scena di alcuni spettacoli per la compagnia dei “Piccoli” di Podrecca e di alcune opere e operette per il Teatro Giuseppe Verdi di Trieste.
Tra gli allestimenti più recenti, sono da ricordare El mulo Carleto e El serpente de l'Olimpia di Roberto Damiani ispirati alle opere e alla figura di Angelo Cecchelin, Antonio Freno di Macedonio-Perno, L'assente di Bruno Maier, L’Americano di San Giacomo, Un nido di memorie, L’ultimo carneval e I Ragazzi di Trieste di Tullio Kezich, Classe di ferro di Aldo Nicolaj, Due paia di calze di seta di Vienna e Cosa dirà la gente? di Carpinteri e Faraguna, Ballando con Cecilia di Pino Roveredo, Ecco un uomo libero di Tom Stoppard, I rusteghi di Goldoni e I Ragazzi Irresistibili di Neil Simon e Zente refada di Giacinto Gallina.
Si dedica anche alla scrittura drammaturgica, componendo, in collaborazione con Ninì Perno Quela sera de febraio, Un’Isotta nel giardino e Antonio Freno. Sue sono anche numerose commedie espressamente pensate per il teatro ragazzi, come La vecchia e la luna, Bandiera, Scarabocchio, Dietro la cometa, E tutto per una rosa, La vigilia di Natale e, più di recente, Giro giro tondo.

MARISANDRA CALACIONE

Nata a Venezia, Marisandra Calcione è presente sin dal 1966 sulle scene del teatro triestino. E' la protagonista, per due anni, degli spettacoli per ragazzi allestiti per conto del Teatro Stabile di Trieste. Con lo stesso Ente lavora anche in uno spettacolo goldoniano e nel 1969 in "Cos on lontan de ti" di V. Lisiani. Nello stesso anno inizia la sua collaborazione - come attrice - con la RAI, intercalandola con quella di annunciatrice e di "attrice itinerante" in varie Compagnie di prosa private (nel '70 con Lea Padovani, ecc). Nel frattempo consegue la laurea in "Lingua e letteratura moderna italiana" all'Ateneo triestino discutendo con il prof. Bruno Maier una tesi su: "Tullio Kezich, romanziere e sceneggiatore per il teatro". Nel 1976 viene assunta alla RAI come annunciatrice ma non rinuncia alla sua vera vocazione e continua a recitare in sceneggiati radiofonici, prendendo inoltre parte, all'occasione, a letture per vari Circoli o Enti cittadini e regionali (compreso il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia). Dall'1985 è regista alla RAI e realizza, solo per quanto riguarda la prosa, circa 200 sceneggiati, non solo a livello regionale ma anche nazionale, su RADIO 2, almeno fino a quando sono durate le collaborazioni tra la sede regionale e quella centrale (1995). Ha realizzato alcune regie teatrali all'Auditorium del Museo Revoltella e collabora con il Teatro Leggio sin dalla sua nascita, come attrice prima, e, dall'anno scorso, come regista.

PAOLA BONESI
Originaria di Busto Arsizio (Varese), Paola Bonesi si è diplomata presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica“Piccolo Teatro di Milano”, sotto la guida di Massimo Castri. Alla Contrada giunge nel 1988, prendendo parte agli spettacoli Kathie e l’ippopotamo di Mario Vargas Llosa e L'ospite desiderato di Pier Maria Rosso di San Secondo, per la regia di Orietta Crispino.
Da allora, inizia una strettacollaborazione con la Contrada,partecipando sia a spettacoli in lingua italiana, che all’allestimento di commedie in dialetto triestino, sia infine a spettacoli per il teatro ragazzi. Ha lavorato sotto la direzione dei registi Francesco Macedonio, Antonio Calenda, Patrick Rossi Gastaldi, Mario Licalsi, Gino Landi.
Ha partecipato al “Festival Internazionale dell’Operetta” del Teatro Verdi di Trieste.
Negli ultimi anni ha curato l’allestimento estivo La rocca degli usignoli, presentato al Castello di Duino.

ELKE BURUL
Elke Burul nasce a Trieste nel 1970. Nel 1993 ottiene il diploma alla Scuola di Teatro di Bologna diretta da Alessandra Galante Garrone, frequentando, fra gli altri, i seminari di Walter Magliaro, Vittorio Franceschi, Nanni Garella e Francesco Macedonio.
Dopo una serie di esperienze semiprofessionistiche tra il 1985 e il 1990, recita in La Maddalena lasciva e penitente di Gianbattista Andreini per la regia di Walter Magliaro, Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello per la regia di Nanni Garella, in Anche le pulci hanno la tosse di Fulvio Tomizza per la regia di Boris Kobal, I misteri di Parigi. Delitti in osteria tratto da Eugene Sue adattato e diretto da Roberto Piaggio, Rilke curato e diretto da Luisa Crismani, e infine Il Campiello di Luca Goldoni per la regia di Francesco Macedonio.
Nella rassegna Teatralmente Intrecci del 1996 e del 1997, organizzata dal Teatro Miela di Trieste, ha recitato in Il fuoco del radio e Ettore Majorana, prodotti dal Teatro La Contrada per la regia di Luisa Crismani, rappresentati per la trilogia “Teatro scienza”.
Più recentemente ha collaborato a numerose letture all’interno del ciclo “Teatro a Leggìo” organizzato dall’associazione Amici della Contrada e ha preso parte all’allestimento dello spettacolo prodotto dalla Contrada Mia fia di Giacinto Gallina. Attualmente insegna all’Accademia Teatrale Città di Trieste, gestita dall’associazione culturale La Cantina.

ADRIANO GIRALDI
Triestino, ha frequentato la scuola del Piccolo Teatro di Milano. Debutta nel 1981 allo Stabile del Friuli-Venezia Giulia in Karl Valentin kabarett (regia di Giorgio Pressburger). Lavora al Teatro di Roma sotto la direzione di Luigi Squarzina, a Bologna con Leo De Berardinis e nuovamente a Trieste con Roberto Guicciardini, Giuseppe Patroni Griffi e Gabriele Lavia.
È stato diretto da Sandro Sequi, Franco Però, Sandro Bolchi, Krzysztof Zanussi. Dal 1986 collabora con La Contrada sotto la direzione di Francesco Macedonio, Antonio Calenda, Mario Licalsi, Patrick Rossi Gastaldi.
Sotto la direzione di Gino Landi ha partecipato al Festival Internazionale dell’Operetta.
Nelle ultime stagioni ha preso parte a Un nido di memorie di Tullio Kezich, a Piccole donne: il musical! di Tonino Pulci e Stefano Marcucci, Io e Annie di Woody Allen, Mia fia di Giacinto Gallina.
Collabora attivamente con “Contradeaperte”, il settore dedicato ai progetti speciali quali gli allestimenti estivi prodotti con il Museo Sveviano di Trieste (Terzetto spezzato, La verità e La rigenerazione di Italo Svevo per la regia di Elena Vitas; L'avventura di Maria di Svevo per la regia di Antonio Salines).

LIDIA KOZLOVICH
Dopo essersi diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica di Lubiana nel 1965, incomincia a Trieste un’intensa attività teatrale e radiofonica sia in lingua italiana, sia in lingua slovena. Per i programmi radiofonici di prosa della Rai interpreta, nelle sedi di Trieste, Torino, Milano, Roma e Napoli, oltre 150 ruoli protagonistici, rivestendo tra gli altri, i panni di Lulu, Lady Macbeth, Nora, Maria Callas, Cosima Wagner, Alma Mahler, Sissi.
Per il Teatro Stabile Sloveno di Trieste interpreta più di una sessantina di personaggi del repertorio teatrale di tutti i tempi, da Euripide a Eschilo, da Plauto a Molière, da Goldoni a Shakespeare, da Schiller a Dostoevskij, da Gorki a Cechov, sino a Strindberg, Pirandello, Lorca, Svevo, Maraini e Ginzburg.
Con il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia lavora nel 1975 ne L’opera dello straccione di Vaclav Havel per la regia di Francesco Macedonio, nel 1983 in Romolo il grande di Friedrich Dürrenmatt per la regia di Giovanni Pampiglione e nel 1986 in Moissi, eroe di scena fantasma d’amore di Giorgio Pressburger.
Nel 1989 e nel 1990 lavora con il Teatro Eliseo di Roma e con lo Stabile di Torino ed è fra i protagonisti di Besucher di Strauss per la regia di Luca Ronconi. Diversi sono anche i ruoli sostenuti per la Televisione italiana: fra questi Laura nel Padre di Strindberg in coppia con Giorgio Albertazzi, Kerstin in Scherzare col fuoco di Strindberg, Ines in Porte chiuse di Sartre, la madre di Raskolnikov in Delitto e castigo di Dostoevskij.
Ha inoltre partecipato a circa una ventina di film d’autore (per la regia, tra gli altri, di Fabio Carpi e Mario Martone), con cast internazionali.
Ha preso parte ad alcuni film televisivi quali Doppia indagine, La quinta donna, Appuntamento a Trieste, Rose, Quattro storie di donne.
Ha partecipato più volte al Mittelfest di Cividale del Friuli, interpretando tra l’altro Medea ungherese di Arpád Gönz e Madre Coraggio di George Tabori. Collabora pure al Festival Internazionale dell’Operetta organizzato dal Teatro Verdi di Trieste.
Con la compagnia del Teatro Stabile La Contrada è stata protagonista dello spettacolo L’americano di San Giacomo di Tullio Kezich, per la regia di Francesco Macedonio e di Alida Valli che nel ’40 iera putela di Grisancich, con la regia di Mario Licalsi.
Nel 1999 è stata Carolina Regina di Napoli nell’oratorio drammatico Eleonora di Roberto De Simone al Teatro San Carlo di Napoli.
L’adattamento di Le parole tra noi leggere è il suo debutto come autrice.

MARIA GRAZIA PLOS

Maria Grazia Plos è nata a Udine. Dopo essersi diplomata nella sua città presso la Civica Scuola di Recitazione “Nico Pepe”, ha vinto nel 1983 un provino indetto dal Teatro Stabile La Contrada di Trieste per la partecipazione all’allestimento di uno spettacolo per ragazzi, Poema a fumetti. Da allora ha iniziato una lunga collaborazione con lo Stabile privato triestino, partecipando all’allestimento di numerosi spettacoli teatrali, spaziando dal repertorio brillante a quello drammatico, dalla programmazione per adulti a quella specificamente pensata per un pubblico di ragazzi.
Ha lavorato sotto la direzione di numerosi registi, tra i quali Francesco Macedonio, Giorgio Pressburger, Mario Licalsi, Patrick Rossi Gastaldi, Orietta Crispino e Luisa Crismani.
Tra i numerosi spettacoli realizzati assieme alla compagnia della Contrada E tutto per una rosa, Omobono e gli incendiari, L’ospite desiderato, La roccia e i monumenti, La presidentessa, Due paia di calze di seta di Vienna, Pronto, mama...?, El mulo Carleto, Antonio Freno, L’assente e numerosi altri. È stata diretta dal regista Patrick Rossi Gastaldi nell’allestimento di Non ti conosco più di Aldo De Benedetti e in Sorelle Materassi di Fabio Storelli.
Ha recitato ne Il formaggio e i vermi di Carlo Ginzburg per la regia di Giorgio Pressburger, presentato al Mittelfest di Cividale del Friuli e in Infin il cidinôr di Miclos Hubay nella rassegna “Avostanis” di Villacaccia di Lestizza. Nella stagione 2001/2002 è stata tra gli interpreti di Ballando con Cecilia di Pino Roveredo, applaudito all’edizione 2001 dell’Arte Festival di Todi.
Dal 1985 prende parte alla realizzazione di sceneggiati radiofonici prodotti dalla sede RAI di Trieste.

MARZIA POSTOGNA

 

Triestina, lavora alla Contrada dal 1995. Ha recitato in El mulo Carleto e El serpente de l’Olimpia di Angelo Cecchelin, Antonio Freno di Macedonio-Perno, L’assente di Bruno Maier, L’Americano di San Giacomo, Un nido di memorie e L’ultimo carnevàl di Tullio Kezich (regia di Francesco Macedonio) e Non ti conosco più di Aldo De Benedetti (regia di Patrick Rossi Gastaldi).
Ha inoltre preso parte a due spettacoli della trilogia Teatro-Scienza promossa dalla Contrada e ad alcune produzioni di Teatro per Ragazzi (La principessa dispettosa, regia di Carlo Rossi e La cicala e la formica, regia di Francesco Macedonio).
Ha infine recitato nelle produzioni musicali della Contrada: Un bellissimo settembre di Gianni Gori (regia di Mario Licalsi), Piccole donne: il musical! di Tonino Pulci e Stefano Marcucci (regia di Tonino Pulci), Orient Express, spettacolo nato da una sua idea e recitato all’interno della suggestiva cornice del Teatro Romano di Trieste, e recentemente è stata protagonista di Io e Annie di Woody Allen (regia Antonio Salines).

MAURIZIO REPETTO

 

Nato a Novi Ligure (Alessandria), ha iniziato a recitare nel 1986 nell’ambito delle compagnie amatoriali triestine.
Nel 1991 è stato scritturato per alcune produzioni dal Teatro Stabile La Contrada.
In seguito ha collaborato con la Rai e ha partecipato alla realizzazione del film L’immagine del desiderio di Bigas Luna. Nelle ultime stagioni è entrato a far parte della compagnia stabile della Contrada, recitando in Antonio Freno di Macedonio-Perno, L’assente di Bruno Maier, L’Americano di San Giacomo e Un nido di memorie di Tullio Kezich, tutti per la regia di Francesco Macedonio, in Ettore Maiorana, un giorno di marzo di Bruno Russo per la regia di Luisa Crismani, e in O di uno o di nessuno di Pirandello per la regia di Mario Licalsi. Ha preso parte a tre edizioni del Mittelfest di Cividale del Friuli con L’assente, Il formaggio e i vermi e Prova. Ha partecipato alla commedia Piccole donne: il musical! di Tonino Pulci e Stefano Marcucci e a Io e Annie di Woody Allen per la regia di Antonio Salines.

ANTONIO SALINES

 

Nato a La Spezia, Antonio Salines si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico: i suoi maestri sono stati Sergio Tofano e Vittorio Gassman. In seguito fonda assieme a Carmelo Bene una delle prime compagnie teatrali autogestite, “I ribelli”, e debutta nel Caligola di Camus a Roma.
Nel ’60 fa parte del Teatro Popolare diretto da Vittorio Gassman e prende parte agli spettacoli Adelchi di Manzoni, Orestiade di Eschilo e Un marziano a Roma di Ennio Flaiano. Nei due anni seguenti lavora in televisione con la compagnia dei giovani “I Nuovi” diretta da Guglielmo Morandi, dove è protagonista di numerose commedie classiche e moderne, fra le quali Ma non è una cosa seria di Pirandello e Alla ricerca della felicità di Rozov.
Nel ’63 fonda a Roma il primo cabaret con Maurizio Costanzo. Dallo stesso anno è attivissimo in teatro, dove prende parte a numerose commedie, lavorando con le più importanti compagnie italiane e con i registi più prestigiosi.
Entrato al Piccolo Teatro di Milano, sostiene ruoli importanti nella Betia del Ruzzante (regia di De Bosio) e in Toller di Dorst (regia di Chéreau); tra gli altri suoi lavori di maggior importanza con svariate compagnie: Giulietta e Romeo di Shakespeare, Barabba di De Ghelderode e Aspettando Godot di Beckett.
Dal ’70 lavora come attore e regista al Teatro Belli di Roma - dove ancora oggi è Direttore artistico della compagnia stabile - allestendo numerosi spettacoli, fra cui Peer-Gynt di Ibsen, L’opera dei mendicanti di John Gay, Neurotandem di Silvano Ambrogi, La cauteriaria (presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto), Cuore di cane di Bulgakov, L’educazione parlamentare e Memorie di un pazzo di Roberto Lerici, Antigone di Sofocle, Il più felice dei tre di Labiche.
Nell’80 si cimenta con la regia di Un marziano a Roma di Flaiano e de Il concilio d’amore di Panizza. Nell’85 è regista e interprete de Il boudoir del Marchese de Sade di Lerici e interprete di Pranzo di famiglia sempre di Lerici per la regia di Tinto Brass. Seguono Inferno di Strindberg, Chi ruba un piede è fortunato in amore di Dario Fo, la regia di Delitto all’Isola delle Capre di Betti, Coltelli di Cassavetes, Il bugiardo di Goldoni, Francesca da Rimini di D’Annunzio.
Per alcuni anni collabora con lo Stabile di Bolzano sostenendo ruoli da protagonista nel Leonzio e Lena di Buckner, Pene d’amor perdute e Le allegre comari di Windsor di Shakespeare, La cortigiana di Aretino, e, come regista e attore, Provaci ancora Sam di Woody Allen. Per lo Stabile del Veneto interpreta da protagonista alcune commedie di Goldoni (La famiglia dell’antiquario, Chi la fa l’aspetti, Una delle ultime sere di carnevale) e Se no i xe mati no li volemo di Rocca.
Nel corso della sua lunga carriera, Salines ha preso parte a diverse produzioni per il cinema e per la televisione (Sierra maestra, La sculacciata, Concilio d’amore, Zio Vania per il cinema come regista; I Fratelli Karamazov, Don Minzoni, Faust e Tradimento e Commesse per la TV; Senso di Tinto Brass).
Ha iniziato un rapporto di collaborazione con la Contrada di Trieste prendendo parte nell’estate del 2002 a La rigenerazione di Svevo per la regia di Elena Vitas, presentato nell’ambito della manifestazione Non avevano che genio… Nient’altro!; ha in seguito preso parte a I rusteghi di Goldoni per la regia di Francesco Macedonio e nell’estate 2003, sempre per la manifestazione Non avevano che genio… Nient’altro! ha interpretato e diretto L’avventura di Maria di Italo Svevo, spettacolo presentato anche al Mittelfest di Cividale del Friuli.
È regista e interprete principale della prima edizione teatrale italiana di Io e Annie di Woody Allen, prodotta dalla Contrada nel 2004.

MAURIZIO ZACCHIGNA

 

Da alcune stagioni collabora alla Contrada: ha recitato in numerose pièce di "Teatro a Leggìo" organizzate dall'Associazione Amici della Contrada e in tutte le produzioni estive ideate dalla regista Elena Vitas per la Biblioteca Civica-Museo Sveviano: Terzetto spezzato, Ulisse ovvero tu mare grega, Gli Ulissidi, La verità e La rigenerazione.
Nella passata stagione è stato tra gli interpreti di Ballando con Cecilia di Pino Roveredo per la regia di Francesco Macedonio, presentato all'Arte Festival di Todi. La scorsa estate nell'ambito del XII Congresso nazionale della Società Psicoanalitica italiana, ha recitato in Prigionieri in riva al mare di Anna Maria Accerboni, regia di Sabrina Morena.
Conduce laboratori teatrali nelle scuole e partecipa a film e fiction televisive. È autore e interprete del monologo L'eredità dell'ostetrica pubblicato dalla Manifestolibri.

MASSIMO SOMAGLINO


Tra il 1980 ed il 2002 partecipa come attore a numerose produzioni teatrali con compagnie nazionali tra cui: I Turcs tal Friul di Pier Paolo Pasolini e Caligola di Albert Camus entrambi per la regia di Elio de Capitani, La Salomè di Paolo Scheriani, Bigatis di Elio Bartolini e Paolo Patui diretto da Gigi Dall'Aglio e Ballando con Cecilia di Pino Roveredo diretto da Francesco Macedonio.
Segue nel frattempo un percorso personale di ricerca sulle forme del teatro popolare, di figura e di narrazione: Macbeth da Shakespeare diretto da Zlatko Bourek - Mittelfest '94, Zitto, Menocchio! di Renato Gabrielli - Mittelfest '96, Acqua, il sogno di cui è anche autore - Colonos '99 e l'ultimo Nati in casa - '01, realizzato con Giuliana Musso.
Con la compagnia "Academia de gli Sventati" studia Commedia dell'Arte: La patria del Friuli 1995 - Caterina e il Mamaluc 1997 - Magos 1998 e La crudel Zobia Grassa 1999 in co-produzione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, per la regia di Eugenio Allegri.
Come regista nell'estate 2000 dirige per "Avostanis" la prima messinscena assoluta di Infin il Cidinor, del drammaturgo ungherese Miklos Hubay, nel dicembre 2000 per il Teatro Club Udine Resurequie, testo in lingua carnica di Carlo Tolazzi, e nel 2002 per l'ATF Caino di Luigi Candoni.
Collabora con artisti regionali e nazionali (danzatori, poeti, musicisti e artisti figurativi) alla ricerca di nuove commistioni di linguaggi per il teatro.
Svolge molta attività radiofonica presso la RAI ed altre emittenti private.
Negli ultimi anni è stata costante la sua presenza (sia come regista che come interprete) all'interno del ciclo di Teatro a Leggìo organizzato dall'Associazione. Per il Teatro Stabile della Contrada, inoltre, ha preso parte alla messinscena di Ecco un uomo libero! di Tom Stoppard.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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